Tuonano sul mare
i rovinosi pianori dell'orizzonte.
Come se non ci fosse
più nulla da dire
un filo d'erba trema lontano
dalle mie labbra.
Ero accanto al tuo ricordo
quando iniziò a piovere.
Tuonano sul mare
i rovinosi pianori dell'orizzonte.
Come se non ci fosse
più nulla da dire
un filo d'erba trema lontano
dalle mie labbra.
Ero accanto al tuo ricordo
quando iniziò a piovere.
Qui dentro piove
ma nessuno se ne accorge.
Perdonami se a volte
non ti sento andar via
ma i ricordi fanno troppo rumore.
Non ho il coraggio di venirti a cercare
così trovo scampo
nei giorni perduti
nei sorrisi oramai lontani.
Trovo conforto nelle cose dimenticate,
nelle stagioni che si rincorrono
e che non si curano
di chi resta indietro.
Così trovo riparo nei libri letti
in una folata di vento
nelle lacrime che non piango.
E mi nascondo
mi nascondo tra i silenzi,
nella rabbia.
Così cammino e vedo
e vado per il mondo
quando si fa buio
e resto solo
ad aspettare il tuo ritorno.
a mia sorella Elisabetta
Le prime piogge
Accompagno i passi di un vento
smarritosi
lungo il corso del silenzio.
Rovesciato
dalla rivalsa di un tramonto
che,
su ogni pietra
ha
inciso il suo tormento.
La
luce è china su di me,
addomestica
le prime fattezze della notte
augurandomi
finalmente ogni sembianza di verità.
Questa
è la strada intrapresa
né
amara né giocosa,
pronuncia
esotica
di
un luogo inesistente.
Questa
è la cruna dell’ago
per
l’ultimo, disperato transito
di
un filo di voce.
Scrivo per
non perdermi di vista
in questo
Atlantico
che schiuma
silenzi.
Alla deriva
vanno facili parole,
effimere
carcasse di voce
come rimedio
alla cruda
ragione degli occhi.
Inneggia
alla disperazione
la cadenza
della sera
mentre le vele
squarcia
un grumo di
vento impietoso.
Lascio alle
onde la confidenza del ritorno,
alle isole
l' indolenza dell’approdo.
Seguo le
rotte della memoria
seguo una
scia che sconfina negli abissi.
Vivere senza
poesia
e' come
navigare
senza
timone.