Sorridi dunque
al vento che ti porta
via
e all'onda
che ti fa tornare
Non sprecare il tempo
Non sprecare il mare
" vivere senza poesia è come navigare senza timone "
Sorridi dunque
al vento che ti porta
via
e all'onda
che ti fa tornare
Non sprecare il tempo
Non sprecare il mare
Di ricordo in ricordo
sguardo dopo sguardo
il palazzo giallo
dei miei giovani inverni.
E il mare, il deserto delle domeniche
i cortili assolati.
Si cresce morendo.
Posso raccontarti
quello che vedi.
Mi tramando
assenza dopo assenza.
Dove siete?
Il cuore vuole
che non abbia perso mai nessuno
Dunque so bene
Quando sputare i miei silenzi
Da quale fossa sporgermi
Per cadere addosso alla vita
L’aria è satura di incomprensioni
In queste stanze occupate
Dalle assenze, le porte sbattono fuori
Ogni piccolo tentativo di riconciliazione
Con l’oscurità.
Non sopportano il rumore della pioggia
la replica che divento
Quando qualcuno viene a farla
Nel mio giardino.
Amo questa terra desolata
Questa lingua di sabbia scura
tra il televisore e il cesso
zona di frontiera
in mano allo Zolpidem Streuli
o al rubinetto che perde.
Cosa importa chi ero
La strada, il senso e il significato
quale destino, quale disegno.
Se state leggendo questi versi
significa che non ce l’ho fatta;
sono morto dalle risate
appena mi hanno scarabocchiato
Un giorno anche noi faremo ritorno dalla luna;
Dopo aver letto tutte le poesie
che la raccontano
dopo aver spento tutte le stelle
che la tormentano
dopo aver mantenuto tutte le promesse
che le abbiamo fatto
Chissà cos'è
che vado cercando
per le tue strade
ora che
l'ultimo raggio di sole
s’infrange sulla battigia.
La malinconia riprende a chiamarmi
Mi aspetta dove tramontano i ricordi,
domani la riporterò a casa
senza fermarmi
A salutare il giorno.
I gabbiani urlano un silenzio
che mi divora
l’orizzonte è
cenere che si perde
nel vento della sera.
Chissà chi è che
vado cercando per i tuoi viali
forse coloro che ho perduto
e non sanno che mi sono accanto,
quelli che mi hanno lasciato
e che non ho il coraggio di abbandonare
E tu, Ostia
non hai paura?
Non sei stanca di farcela da sola?
Eppure hai un bel cielo azzurro che ti vuole bene.
Tue sono le onde, le dune
le palme, le pinete. La luce.
L' aria dolce e profumata di mezzogiorno.
Il fiume. La poesia.
Quanto sei bella senza trucco, senza parole
senza tutta questa gente
che non sa più che cosa sia l’amore.
Io resto qui
come te
a farmi male
ma prima o poi tornerò a cercarti
nelle spiagge, tra i boschi
tra le braccia di mia madre.
Sono cresciuto hai ragione
non piango più quando piove
ma tu tienimi per mano
dimmi che non è tardi
e portami una volta ancora insieme a te a vedere il mare
Le cose che non ti ho detto
riposano qui
in fondo al mare
Questa
ragione di spogliarsi
delle foglie
che cadono
delle
lacrime che cadono
delle persone
che accadono
e dopo vanno
a specchiarsi nella memoria
serve soltanto
ad aspettare ancora.
Sono un mare
disperso
su questa
terra maledetta
che passa al
contrario
e vago assorto
nei miei fragili istanti
a raccontare
di luoghi
che nessuno
vuole sapere,
paesaggi d’infanzie
e di amore
di pace e battaglie
di notti che
restano
fino a caderci
dentro sfinito
per dimenticarmi
in una poesia