Un giorno anche noi faremo ritorno dalla luna;
Dopo aver letto tutte le poesie
che la raccontano
dopo aver spento tutte le stelle
che la tormentano
dopo aver mantenuto tutte le promesse
che le abbiamo fatto
" vivere senza poesia è come navigare senza timone "
Un giorno anche noi faremo ritorno dalla luna;
Dopo aver letto tutte le poesie
che la raccontano
dopo aver spento tutte le stelle
che la tormentano
dopo aver mantenuto tutte le promesse
che le abbiamo fatto
Chissà cos'è
che vado cercando
per le tue strade
ora che
l'ultimo raggio di sole
s’infrange sulla battigia.
La malinconia riprende a chiamarmi
Mi aspetta dove tramontano i ricordi,
domani la riporterò a casa
senza fermarmi
A salutare il giorno.
I gabbiani urlano un silenzio
che mi divora
l’orizzonte è
cenere che si perde
nel vento della sera.
Chissà chi è che
vado cercando per i tuoi viali
forse coloro che ho perduto
e non sanno che mi sono accanto,
quelli che mi hanno lasciato
e che non ho il coraggio di abbandonare
E tu, Ostia
non hai paura?
Non sei stanca di farcela da sola?
Eppure hai un bel cielo azzurro che ti vuole bene.
Tue sono le onde, le dune
le palme, le pinete. La luce.
L' aria dolce e profumata di mezzogiorno.
Il fiume. La poesia.
Quanto sei bella senza trucco, senza parole
senza tutta questa gente
che non sa più che cosa sia l’amore.
Io resto qui
come te
a farmi male
ma prima o poi tornerò a cercarti
nelle spiagge, tra i boschi
tra le braccia di mia madre.
Sono cresciuto hai ragione
non piango più quando piove
ma tu tienimi per mano
dimmi che non è tardi
e portami una volta ancora insieme a te a vedere il mare
Le cose che non ti ho detto
riposano qui
in fondo al mare
Questa
ragione di spogliarsi
delle foglie
che cadono
delle
lacrime che cadono
delle persone
che accadono
e dopo vanno
a specchiarsi nella memoria
serve soltanto
ad aspettare ancora.
Sono un mare
disperso
su questa
terra maledetta
che passa al
contrario
e vago assorto
nei miei fragili istanti
a raccontare
di luoghi
che nessuno
vuole sapere,
paesaggi d’infanzie
e di amore
di pace e battaglie
di notti che
restano
fino a caderci
dentro sfinito
per dimenticarmi
in una poesia
Se piove
Se te ne vai
Ho arreso il
volto
a quegli occhi che mi fissano
dalla fotografia, così piccoli
e già senza scampo.
A mia immagine e somiglianza
mi
sembravano tutte le voci della notte.
Sono stato felice
sono stato ovunque
ma non sono stato io.
Ho vagato tra le distanze
ricoprendomi di vento e di maree,
nutrendomi di assenze
fino a potermi dire di tutti.
Sono stato bene,
sono stato chiunque
sono andato dove dio
non poteva raggiungermi.
E non so ancora se convenga
farsi luogo per abitare la vita
oppure girarle a largo
senza
degnarla neppure di uno sguardo.
Tornare è un mestiere come un altro.
Nessuno dovrebbe sopravvivere a sè stesso
quando viene sera .
Se un dio sapesse
quello che accade quaggiù
a chi darebbe la colpa?
Chi non vive
chi muore
chi ha fame.
Un sudario di polvere
bambini che restano bambini
sotto le macerie.
Non accadono i miracoli quando piove
la patria dei morti non ha terra
e' nuda, senza saliva
e se un dio contasse le lacrime
che bagnano questo mare
riuscirebbe a perdonarsi?
Non ha più figli,
la morte gira per le strade
con una stella tra le mani.
Ossa come petali di un fiore
sparse per tutta casa
le finestre chiuse.
Se un dio vi abitasse
se si affacciasse sulle fosse
guarderebbe altrove
per non vederla sprofondare
nell' orrore.
Io non sono un dio
non posso voltarmi
il mio cuore piange
come quello di un uomo.
Il silenzio avrà voce
ma nel pronunciare il tuo nome
Gaza
resta oramai in bocca
solo il sapore del sangue