giovedì 11 dicembre 2025

E tu, Ostia

 

Chissà cos'è
che vado cercando
per le tue strade
ora che
l'ultimo raggio di sole
s’infrange sulla battigia.
La malinconia riprende a chiamarmi

Mi aspetta dove tramontano i ricordi,

domani la riporterò a casa senza fermarmi

A salutare il giorno.                                

I gabbiani urlano un silenzio
che mi divora
l’orizzonte è
cenere che si perde
nel vento della sera.
Chissà chi è che
vado cercando per i tuoi viali
forse coloro che ho perduto
e non sanno che mi sono accanto,
quelli che mi hanno lasciato 
e che non ho il coraggio di abbandonare
E tu, Ostia
non hai paura?
Non sei stanca di farcela da sola?
Eppure hai un bel cielo azzurro che ti vuole bene.
Tue sono le onde, le dune
le palme, le pinete. La luce.
L' aria dolce e profumata di mezzogiorno.
Il fiume. La poesia.
Quanto sei bella senza trucco, senza parole
senza tutta questa gente
che non sa più che cosa sia l’amore.
Io resto qui
come te
a farmi male
ma prima o poi tornerò a cercarti
nelle spiagge, tra i boschi
tra le braccia di mia madre.
Sono cresciuto hai ragione
non piango più quando piove
ma tu tienimi per mano
dimmi che non è tardi
e portami una volta ancora 
insieme a te a vedere il mare


giovedì 4 dicembre 2025

Le cose che non ti ho detto

 


Le cose che non ti ho detto

riposano qui

in fondo al mare
e chiedono

e parlano
e aspettano.
Le cose che non ti ho detto

riposano qui
in fondo al cuore


Alle radici del silenzio

 


Questa ragione di spogliarsi

delle foglie che cadono

delle lacrime che cadono

delle persone che accadono

e dopo vanno a specchiarsi nella memoria

serve soltanto ad aspettare ancora.

Sono un mare disperso

su questa terra maledetta

che passa al contrario

e vago assorto nei miei fragili istanti

a raccontare di luoghi

che nessuno vuole sapere,

paesaggi d’infanzie e di amore

di pace e battaglie

di notti che restano

fino a caderci dentro sfinito

per dimenticarmi in una poesia



 

venerdì 21 novembre 2025

Se piove

 Se piove

Se te ne vai
Se non abbiamo tempo
Se non mi riconosco
Se non trovo ancora posto
E avrà ragione di me
Quella foglia che cade,
Se non hanno mandato nessuno a salvarmi
E non sono sopravvissuto all' inverno,
Se il giorno si perde
Senza piu' tornare
Bene o male so
Che mi resterà il mare



martedì 9 settembre 2025

Chi sono io

 

Ho arreso il volto
a quegli occhi che mi fissano
dalla fotografia, così piccoli e già senza scampo.

A mia immagine e somiglianza

mi sembravano tutte le voci della notte.
Sono stato felice
sono stato ovunque
ma non sono stato io.
Ho vagato tra le distanze
ricoprendomi di vento e di maree,
nutrendomi di assenze
fino a potermi dire di tutti.
Sono stato bene,
sono stato chiunque
sono andato dove dio
non poteva raggiungermi.
E non so ancora se convenga
farsi luogo per abitare la vita
oppure girarle a largo

 senza degnarla neppure di uno sguardo.
Tornare è un mestiere come un altro.
Nessuno dovrebbe sopravvivere a sè stesso
quando viene sera .


mercoledì 3 settembre 2025

Se un dio sapesse

 Se un dio sapesse 

quello che accade quaggiù 

a chi darebbe la colpa?

Chi non vive

chi muore

chi ha fame. 

Un sudario di polvere

bambini che restano bambini

sotto le macerie.

Non accadono i miracoli quando piove

la patria dei morti non ha terra

e' nuda, senza saliva

e se un dio contasse le lacrime

che bagnano questo mare

riuscirebbe a perdonarsi?

Non ha più figli,

la morte gira per le strade

con una stella tra le mani.

Ossa come petali di un fiore

sparse per tutta casa

le finestre chiuse.

Se un dio vi abitasse

se si affacciasse sulle fosse

guarderebbe altrove

per non vederla sprofondare

nell' orrore.

Io non sono un dio

non posso voltarmi

il mio cuore piange

come quello di un uomo.

Il silenzio avrà voce

ma nel pronunciare il tuo nome

Gaza

resta oramai in bocca

solo il sapore del sangue

lunedì 4 agosto 2025

Patria

 

Cerco una patria

impigliata nel tramaglio dell’alba

perduta su di una prua di carta

difficile da interrogare.

Da qualche parte

ho ancora una madre

una casa

la finestra da dove ieri

guardavo il mare.

Posso infrangermi quando voglio

se lungo la rotta procedo

senza voltarmi indietro.

Gli alberi non hanno radici

quando piove l’arcobaleno,

le onde fanno sul serio

se non le distraggo con un argomento.

Lo sguardo è un’ancora

nessun approdo

ecco perché la notte deve ancora passare

e io resto straniero

su questo mio petto inquieto