martedì 28 luglio 2026

Pensiero

 

Sorridi dunque

al vento che ti porta

via

e all'onda

che ti fa tornare

Non sprecare il tempo

Non sprecare il mare

venerdì 17 luglio 2026

Mi tramando

 

Di ricordo in ricordo

sguardo dopo sguardo

il palazzo giallo

dei miei giovani inverni.

E il mare, il deserto delle domeniche

i cortili assolati.

Si cresce morendo.

Posso raccontarti

quello che vedi.

Mi tramando

assenza dopo assenza.

Dove siete?

Il cuore vuole

che non abbia perso mai nessuno

giovedì 9 luglio 2026

Se state leggendo questi versi significa che non ce l’ho fatta

 

Dunque so bene

Quando sputare i miei silenzi

Da quale fossa sporgermi

Per cadere addosso alla vita

L’aria è satura di incomprensioni

In queste stanze occupate

Dalle assenze, le porte sbattono fuori

Ogni piccolo tentativo di riconciliazione

Con l’oscurità.

Non sopportano il rumore della pioggia

la replica che divento

Quando qualcuno viene a farla

Nel mio giardino.

Amo questa terra desolata

Questa lingua di sabbia scura

tra il televisore e il cesso

zona di frontiera

in mano allo Zolpidem Streuli

o al rubinetto che perde.

Cosa importa chi ero

La strada, il senso e il significato

quale destino, quale disegno.

Se state leggendo questi versi

significa che non ce l’ho fatta;

sono morto dalle risate

appena mi hanno scarabocchiato




venerdì 10 aprile 2026

Dalla luna, un giorno

 

Un giorno anche noi faremo ritorno dalla luna;

Dopo aver letto tutte le poesie

che la raccontano

dopo aver spento tutte le stelle

che la tormentano

dopo aver mantenuto tutte le promesse

che le abbiamo fatto




giovedì 11 dicembre 2025

E tu, Ostia

 

Chissà cos'è
che vado cercando
per le tue strade
ora che
l'ultimo raggio di sole
s’infrange sulla battigia.
La malinconia riprende a chiamarmi

Mi aspetta dove tramontano i ricordi,

domani la riporterò a casa senza fermarmi

A salutare il giorno.                                

I gabbiani urlano un silenzio
che mi divora
l’orizzonte è
cenere che si perde
nel vento della sera.
Chissà chi è che
vado cercando per i tuoi viali
forse coloro che ho perduto
e non sanno che mi sono accanto,
quelli che mi hanno lasciato 
e che non ho il coraggio di abbandonare
E tu, Ostia
non hai paura?
Non sei stanca di farcela da sola?
Eppure hai un bel cielo azzurro che ti vuole bene.
Tue sono le onde, le dune
le palme, le pinete. La luce.
L' aria dolce e profumata di mezzogiorno.
Il fiume. La poesia.
Quanto sei bella senza trucco, senza parole
senza tutta questa gente
che non sa più che cosa sia l’amore.
Io resto qui
come te
a farmi male
ma prima o poi tornerò a cercarti
nelle spiagge, tra i boschi
tra le braccia di mia madre.
Sono cresciuto hai ragione
non piango più quando piove
ma tu tienimi per mano
dimmi che non è tardi
e portami una volta ancora 
insieme a te a vedere il mare


giovedì 4 dicembre 2025

Le cose che non ti ho detto

 


Le cose che non ti ho detto

riposano qui

in fondo al mare
e chiedono

e parlano
e aspettano.
Le cose che non ti ho detto

riposano qui
in fondo al cuore


Alle radici del silenzio

 


Questa ragione di spogliarsi

delle foglie che cadono

delle lacrime che cadono

delle persone che accadono

e dopo vanno a specchiarsi nella memoria

serve soltanto ad aspettare ancora.

Sono un mare disperso

su questa terra maledetta

che passa al contrario

e vago assorto nei miei fragili istanti

a raccontare di luoghi

che nessuno vuole sapere,

paesaggi d’infanzie e di amore

di pace e battaglie

di notti che restano

fino a caderci dentro sfinito

per dimenticarmi in una poesia



 

venerdì 21 novembre 2025

Se piove

 Se piove

Se te ne vai
Se non abbiamo tempo
Se non mi riconosco
Se non trovo ancora posto
E avrà ragione di me
Quella foglia che cade,
Se non hanno mandato nessuno a salvarmi
E non sono sopravvissuto all' inverno,
Se il giorno si perde
Senza piu' tornare
Bene o male so
Che mi resterà il mare



martedì 9 settembre 2025

Chi sono io

 

Ho arreso il volto
a quegli occhi che mi fissano
dalla fotografia, così piccoli e già senza scampo.

A mia immagine e somiglianza

mi sembravano tutte le voci della notte.
Sono stato felice
sono stato ovunque
ma non sono stato io.
Ho vagato tra le distanze
ricoprendomi di vento e di maree,
nutrendomi di assenze
fino a potermi dire di tutti.
Sono stato bene,
sono stato chiunque
sono andato dove dio
non poteva raggiungermi.
E non so ancora se convenga
farsi luogo per abitare la vita
oppure girarle a largo

 senza degnarla neppure di uno sguardo.
Tornare è un mestiere come un altro.
Nessuno dovrebbe sopravvivere a sè stesso
quando viene sera .


mercoledì 3 settembre 2025

Se un dio sapesse

 Se un dio sapesse 

quello che accade quaggiù 

a chi darebbe la colpa?

Chi non vive

chi muore

chi ha fame. 

Un sudario di polvere

bambini che restano bambini

sotto le macerie.

Non accadono i miracoli quando piove

la patria dei morti non ha terra

e' nuda, senza saliva

e se un dio contasse le lacrime

che bagnano questo mare

riuscirebbe a perdonarsi?

Non ha più figli,

la morte gira per le strade

con una stella tra le mani.

Ossa come petali di un fiore

sparse per tutta casa

le finestre chiuse.

Se un dio vi abitasse

se si affacciasse sulle fosse

guarderebbe altrove

per non vederla sprofondare

nell' orrore.

Io non sono un dio

non posso voltarmi

il mio cuore piange

come quello di un uomo.

Il silenzio avrà voce

ma nel pronunciare il tuo nome

Gaza

resta oramai in bocca

solo il sapore del sangue

lunedì 4 agosto 2025

Patria

 

Cerco una patria

impigliata nel tramaglio dell’alba

perduta su di una prua di carta

difficile da interrogare.

Da qualche parte

ho ancora una madre

una casa

la finestra da dove ieri

guardavo il mare.

Posso infrangermi quando voglio

se lungo la rotta procedo

senza voltarmi indietro.

Gli alberi non hanno radici

quando piove l’arcobaleno,

le onde fanno sul serio

se non le distraggo con un argomento.

Lo sguardo è un’ancora

nessun approdo

ecco perché la notte deve ancora passare

e io resto straniero

su questo mio petto inquieto

venerdì 1 agosto 2025

Razza di stolti

 Qualcuno sta ancora parlando

Nei tranelli di voce

Abbaiati dal silenzio.

Dicono di noi

Della nostra resa

Ma noi alzammo la testa quando tutti la chinarono
e ci recammo ovunque fosse proibito andare.
Per questa dolorosa gioia di vivere

i nostri demoni chiedono perdono.
Tornammo a piedi dal lungo inverno
riposando distanti dal sonno
come se non ci fosse null’altro da sognare
che una terra senza dio e senza padroni.

Fummo la strada che nessuno prende

Quel fuoco che non si spegne
Inquieti come il vento e come il mare,
come il sole
tramontammo solo
per sorgere altrove.
Poi chiudemmo gli occhi
per riuscire a vedere
ci perdemmo nel chiarore della notte,
camminammo lungo i bordi di una poesia
e precipitammo si

ma senza cadere 


venerdì 25 luglio 2025

Lungo le strade che portano al mare


 Se tutto è parola

e tu passi la mia vita
a farti mancare
spezzerò questa voce
di terra promessa
per dare il tuo nome
al mare.
Ti perderò nel vento

dopo averti insegnato a restare

e nessuno saprà mai di che colore

avevamo il cuore.

 

Un passo, l’onda.

Mi allontana e mi riporta.


Ma se tutto è silenzio
dall’altra parte
se tace il fuoco
e non dicono gli occhi
spegnerò questa tiepida eco
per poterti salvare.

Fermo al respiro di luoghi
dove ancora non siamo
pregherò le tue rive
di non farmi tornare

giovedì 26 giugno 2025

Quello spicchio di luna

 

Mi riconosco.
Ogni volta che passo
mi salvo dal pozzo della notte
ingoiando un po' di sale.
Lo specchio suda sguardi afoni
preferisce non rispondere
al chiasso della strada,
lascia che sia la fretta
a torturare le mani.
La gente resta gente
se non la fai entrare
se non le permetti
di togliersi la maschera
quando è carnevale.
Mi sono abituato
alle scarpe strette in punta,
ai giorni di pioggia
lasciati ad asciugare.
Hanno gli occhi grandi
le parole non dette
potrebbero guardarci dentro
ma servirebbe?
Quando il tempo lo rinfili nelle tasche
nulla ha più valore
di quello spicchio di luna che ha perduto il mare




giovedì 22 maggio 2025

Il tempo di un saluto



 
Puoi entrare se vuoi.
Qui, in questa stanza.
Io non posso camminare
Ma posso correre senza farmi male.
Non posso non precipitare in questo baratro
Ma posso volare, libera
come un gabbiano.
Qui dentro si parlano altre parole.
C’ è tanta musica. Ci sono paesaggi diversi
Duemila stagioni,
cose che non riesco a spiegare.
Un prato di nuvole
La pioggia che chiede riparo al sole.
I baci che non ho dato
La casa delle  bambole,
un secolo d’amore
che non voglio sprecare.
Tu puoi restare se vuoi.
Qui, proprio accanto a me.
Ma per favore, chiamami per nome.


giovedì 15 maggio 2025

Congedo

 

Non sono mai riuscito a salvare nessuno.

Ho divelto porte

smantellato la notte

niente è rimasto di me.

Qualcuno mi ha riportato la voce del mare.

Forse mia madre

che non mi parla da secoli

e mi tramonta accanto

come isola disabitata.

Allora sorgo. Risorgo.

Prigioniero delle mie mani

oscura radice degli inverni

perdo l’equilibrio,

gioisco degli abissi

e precipito.

Un giorno questo sole

imparerà a cadere.

 


lunedì 5 maggio 2025

Alla mia rabbia


 

E’ alla mia rabbia che devo tutto.

La vita. Così come la conosco, le devo.

Quel pomeriggio

che ricomincia ogni volta,

quelle sudicie mani che continuano

quei vestiti sporchi

la saliva, questa pelle

che è inutile lavare.

E’ alla mia rabbia

che devo dire grazie.

Non a Dio

né ai miei

neppure a me stesso.

Qui dentro tutto si ripete

e nessuno fa silenzio.



lunedì 28 aprile 2025

Elisa

 

La casa che abito
non ha finestre
eppure la luna...
E' un' immane sciagura
quando gli occhi si abituano al buio.
Quando piangono senza una lacrima.
Non ho bisogno di ricordi
per venirti a cercare.
Ho tenuto con me tutti i tuoi sorrisi
i libri, le cose che non sapevo
e questo mare che continua a gridare
che ripete il tuo nome
per non lasciarti più andare





lunedì 14 aprile 2025

Mareggiata

 

Alla fine dei giorni
restera' questo mare a raccontarmi
a dire perche' non me ne volli andare
e restai tutta la vita su di una spiaggia
a farmi trascinare via
per poi tornare