giovedì 15 luglio 2021

 Abbiamo dentro una luce che non si spegne mai.

Serve a non farci perdere quando cala il buio,

serve a farci tornare a casa.




lunedì 5 luglio 2021

La cruna dell'ago

 

Accompagno i passi di un vento

smarritosi lungo il corso del silenzio.

Rovesciato dalla rivalsa di un tramonto

che, su ogni pietra

ha inciso il suo tormento.

La luce è china su di me,

addomestica le prime fattezze della notte

augurandomi finalmente ogni sembianza di verità.

Questa è la strada intrapresa

né amara né giocosa,

pronuncia esotica

di un luogo inesistente.

Questa è la cruna dell’ago

per l’ultimo, disperato transito

di un filo di voce.

venerdì 25 giugno 2021

Atlantico

 

Scrivo per non perdermi di vista

in questo Atlantico

che schiuma silenzi.

Alla deriva vanno facili parole,

effimere carcasse di voce

come rimedio

alla cruda ragione degli occhi.

Inneggia alla disperazione  

la cadenza della sera

mentre le vele squarcia

un grumo di vento impietoso.

Lascio alle onde la confidenza del ritorno,

alle isole l' indolenza dell’approdo.

Seguo le rotte della memoria

seguo una scia che sconfina negli abissi.

Vivere senza poesia

e' come navigare

senza timone.



 

lunedì 10 maggio 2021

Alle radici del vuoto

 

Se veramente siamo

se veramente non ci abituiamo

nessuno verrà a cercarci.

Nessuno ci chiederà un po’ del nostro tempo

per tradire le attese.

Gli occhi contano

le assenze che ci restano,

gli inverni svitano la memoria

fino a farne colare i ricordi

sulle labbra del precipizio.

Cadiamo in rovina

uno alla volta

pronunciando l’estasi del silenzio;

qui nessuno ha paura del buio.



lunedì 3 maggio 2021

Al quinto giorno di vento

 

Me ne andai senza una scusa.

Sull’orlo delle labbra

si strapparono parole d’addio.

Volarono via come foglie secche

dal ramo. Un foglio ingiallito

rimbalzava per il vicolo

oroscopi e defunti.

Ero dove mi ero lasciato,

in verticale attesa di un brivido

che ricucisse il mio intimo abbandono.




venerdì 30 aprile 2021

Relitto

 

Accanto a me giace

il pallore disperso del cielo

nel muto richiamo del vento.

E’ di chi resta,

di chi scampa al naufragio

l’aspro suolo che vacilla,

l’assiepata solitudine di veglie

strappate alla sera.

In questa notte a venire

trovo riparo,

nel farmi bastare il passato

prima d’esser divorato

dal silenzio.